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:: TOP 12 Juniores Europeo 2005 ::


Articolo di Salvatore "ShARPO" ARPAIA

Il Top 12 Juniores Europeo è tornato in Italia 15 anni dopo. Si giocava a Messina allora, e vinse il polacco Szafranek, ma nel lotto c’erano giocatori che avrebbero vinto molto di più da professionisti, come il francese Legout e soprattutto lo “zar” Vladimir Sansonov.

Lo scettro dell’edizione svoltasi a Molfetta l’ha vinto, anzi stravinto, il tedesco Dimitri Ovtcharov, di chiare origini russe. Undici vittorie su undici incontri per il talento dello squadrone tedesco, che ha mostrato a tutti che alle spalle di Timo Boll sono in arrivo altri giocatori di prim’ordine. E al secondo posto, tanto per ribadire il concetto, ci è finito Patrick Baum anch’egli praticamente imbattuto, se non dal suo compagno medaglia d’oro. Ovtchakov ha mostrato di essere un grande talento. Attaccante potente, assolutamente concentrato sul risultato, il tedesco gioca tutti i colpi del tennistavolo e sorprende per la rapidità con cui alterna i colpi del suo repertorio e la freddezza, tutta teutonica, con cui gestisce incontro ed avversario sono da veterano. Anche nell’unica occasione in cui è sembrato in difficoltà, contro il cinese d’Austria Xiaoquang Feng, è riuscito a dare il meglio di se proprio negli assalti finali di un interminabile match finito sul 4-3 per il neo campione europeo ai vantaggi per 15 – 13!! La gara è stata stranamente altalenante, con il tedesco ad imporre perfino un 11-1 al cinese che si è rifatto con un 11-4 in suo favore. Ma il tedesco ha avuto il fegato di chiudere proprio con un top micidiale la lunga contesa. Patrick Baum ha sofferto molto di più il primato del compagno di squadra: è evidente come Ovtcharov conoscesse bene i punti deboli del compagno e come li abbia sfruttati “senza pietà”. Quattro a zero e palla al centro!

Il rappresentante italiano, Niagol Stoyanov figlio d’arte, fra l’entusiasmo del pubblico pugliese e di tutto il consiglio federale riunito a fare il tifo per lui, ha ottenuto un grandissimo successo piazzandosi al quarto posto finale. Fiore all’occhiello del rappresentante azzurro, una vittoria bella ed intensissima contro Feng vincitore della medaglia di bronzo. I due si sono affrontati proprio nell’incontro di apertura. Feng, cinese dalla testa... all’impugnatura, è tipico giocatore orientale, velocissimo e tecnicamente impeccabile. Stoyanov ha mostrato grande sicurezza nei colpi ed ha cominciato a bombardare l’avversario fin dalle primissime battute. Prima che Feng si rendesse conto della forza del nostro era già sotto di due set ed ha subito addirittura il 3-0 pur lottando e cominciando ad entrare nel match. Nel tennistavolo si fa spesso fatica a capire dove comincia il calo psicologico (sempre in agguato, quanta esperienza personale ne ho!) dell’uno e quanto la voglia di rimonta dell’altro. Fatto sta che l’austriaco ha cominciato ad infilare delle serie di colpi impressionanti, toppando anche su palle difficilissime ed spesso inchiodando l’azzurro fino al 3-3. Punto su punto l’incredibile quarto set, ma è stato Nyagol a mettere la testa davanti al fotofinish.

E’ stato molto divertente anche il torneo femminile, dove il gioco è stato molto più vario. Le attaccanti hanno prevalso, ma c’erano almeno due delle atlete del lotto, l’inglese Joanna Parker e la russa Maria Zelenova, difenditrici da lontano (addirittura una “pallettara” la seconda), che hanno raggiunto il sesto e settimo posto. Il torneo è stato più equilibrato e la vincitrice, la rumena Daniela Dodean, ha subito due sconfitte, una in più della connazionale Elizabeta Samara. Le due sono già nel giro della nazionale del proprio paese, così come la spagnola Sara Ramirez, che ha chiuso al quarto posto. La rappresentante italiana era Tatiana Stechenko, altra figlia d’arte ed italiana acquisita, ma la ragazzina è molto giovane ed ha affrontato il Top 12 principalmente allo scopo di fare esperienza internazionale, non inaspettato il suo dodicesimo piazzamento finale, preceduta in classifica dall’ammirevole polacca Natalia Partyka, mancina obbligata in quanto le manca completamente l’avambraccio destro.

In chiusura, lasciatemi fare l’appassionato e non il cronista. L’occasione di vedere giocare dal vivo il tennistavolo a questi livelli è stata davvero entusiasmante. Dall’allestimento splendido nel Palazzo dello Sport di Molfetta, al gustare l’atmosfera speciale (le battute euforiche in dialetto pugliese del presidente federale, la gioia spontanea degli atleti che non facevano certo i divi), ma soprattutto la meraviglia per la cifra tecnica di certe giocate ne ha fatta una esperienza veramente molto bella... nonostante io non abbia nessuna speranza di emulare questo tennistavolo!


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